Declinazioni femminili

Autori

Ida Marinella Rigo

Metamorphosis - Khloris

 

L’opera in mostra, fa parte del progetto Metamorphosis che si sviluppa nel 2019 sulle basi di un mio particolare rapporto con la ritrattistica e il dittico fotografico: ispirato alla mitologia greca e alle sue celebri metamorfosi dai molteplici significati simbolici, ha accompagnato le mie personali transizioni.
Con Metamorphosis ho voluto rappresentare un dialogo tra elementi apparentemente non coniugabili per aspetto e impatto emotivo, mediante proiezioni di attrazione e repulsione per concetto e genere. Esiste un’analogia tra questi “elementi”: le metamorfosi proprie della natura animale e vegetale e i cambiamenti propri della natura umana sia fisici che emotivi durante il suo percorso evolutivo individuale, ho cercato di offrire questi concetti fondendoli in immagini che potessero liberare soprattutto il mio mutamento, svincolandoli da qualsiasi etichetta concettuale; siamo tutti in continua metamorfosi.”

 

Bio

Ligure di nascita, nel 2002 mi trasferisco a Milano. Sebbene io abbia intrapreso una formazione a carattere scientifico ho sempre amato ogni forma d’arte, dalla musica alla pittura, dalla scrittura alla cinematografia. L’arte è sempre stata per me un bisogno, una necessità. Nel 2014 diverse vicissitudini mi portano a dover cambiare lavoro, stile di vita, a reinventarmi. Un cambiamento traumatico; ho sentito l’esigenza di esorcizzare sentimenti come rabbia, paura, instabilità,
irrequietezza. Nel 2016 ho iniziato a “curarmi” da autodidatta con la fotografia: tramite le immagini ho cercato di dare voce ai miei urli muti. La fotografia per me non è staticità ma movimento, mutevolezza, è l’indefinito all’interno del finito, è uno strumento malleabile volto a mostrare la “mia” verità. Attraverso l’utilizzo dei riflessi, del mosso intenzionale, del light-painting, delle doppie esposizioni e del dittico fotografico ho cercato di raccontare le mie emozioni e di riconoscermi in
esse. I temi ricorrenti nelle mie immagini sono la trasformazione, il movimento, la stratificazione, la manipolazione fisica della materia sia per tecniche utilizzate che per concetto.

 

Editoria: 

  • copertina del Libro “Dimmi Di Te” di Stefano Maesani edizioni GWMAX 2019; 

Mostre collettive nazionali a catalogo curate da Matteo Vanzan-MVeventi Culturali: 

 

  • “Inferno: oltre l'abisso" sez. Superbia, 2021 Peschiera del Garda (VR)-Grado (GO); 

  • "Nel respiro del mondo”, 2021 Verona. 

“OTHER IDENTITY” Altre forme di identità culturali e pubbliche | terza edizione, progetto a cura e di Francesco Arena , 2022 | GENOVA

Collettive internazionali curate da Fabio Cavessago-LAB 77 APS: 

  • 3° Edizione del Festival Venice Photo Lab inserito nella Venice Fashion Week, Venezia 2021;

  • 4°edizione del Treviso Photographic Festival, Treviso, 2021. 

  •  

Collettiva a cura di Vito Centonze- Atelier Alchimia Arte “Kunstfotografie-Fotografia D’arte” Dortmund, Germany 2021;

Mostra internazionale di arte contemporanea Premio Dante Alighieri dal 3 al 13 dicembre Galleria “La Pigna”, Roma;

Personale: Synaesthesia –  presso Tea Cup Milano , 2022;

 

Agata Mancini

Rinascita

Quella luce che pensi distante, sei tu.

Quella luce che era al tuo fianco, quando ti sentivi sola nel buio.

Quella luce che ti ha sempre chiamato.

Quella luce che continua a ripeterti: alzati sono qui, abitami!

Riflessione

Ascolta il tuo tempio,

Riesci a sentire il suono della madre terra vivere in te.

 

Bio

Agata Mancini nasce nel 1964 a Roma, dove vive e lavora come Business Manager nel settore delle Telecomunicazioni.

Pur avendo una formazione prettamente scientifica, si è sempre appassionata a discipline umanistiche ed alle arti in genere.

Approda alla fotografia nel 2011, frequentando corsi di formazione in diverse scuole fotografiche romane. La luce e l’utilizzo di essa come strumento di racconto sono la sua grande passione.

Ha già esposto in altre mostre fotografiche collettive.

 

Alessandro Quintiliani

Paolo e Francesca

 

L'opera è parte di un progetto più grande, ovvero di 8 fotografie rappresentanti 8 canti dell'inferno di Dante. in questa foto Paolo e Francesca. Dante si trova nel girone dei lussuriosi e vede volteggiare due anime vicine, riconosce in loro Paolo e Francesca:

Siede la terra dove nata fui su la marina dove ’l Po discende per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende

Francesca solo lei, parla con Dante e parla anche per Paolo
racconta del loro amore e si chiede perchè si trova all'inferno se la sua unica colpa è quella di aver amato?
Non sappiamo se Paolo prova gli stessi sentimenti di Francesca è lei a dirlo non lui, nella rappresentazione Francesca si spinge verso un Paolo di spalle quasi a voler sottolineare come il suo amore continua nonostante tutto, un amore eterno al di là della dannazione come solo una donna probabilmente sa fare

Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona.

 

Bio

Alessandro Quintiliani è un fotografo romano ha lavorato come reporter per skytg24 e save the planet, ha collaborato con: american airlines, ambasciata spagnola, global blue, tiffany, best western, altaroma, mercedes benz... fotografo prettamente ritrattista, in occasione del giubileo Dantesco ha esposto e realizzato una mostra fotografica rappresentante l'inferno di Dante, al momento sta realizzando un nuovo progetto sulla condizione femminile dal titolo "se la donna sapesse di essere donna..."  un progetto iniziato qualche mese fa, che vuole raccontare non solo fotograficamente grandi personalità e grandi donne, (sono state fotografate finora da Antonella Polimeni rettrice dell'universita la Sapienza, Silvia Massarelli direttrice d'orchestra, Geraldina Colotti ex Brigatista Rossa, e molte altre hanno dato la disponibilità), ma vuole essere anche un racconto delle  esperienze/impressioni/emozioni avute con loro, da poche ore a giorni interi, ma comunque momenti di grande intensità, che saranno raccolti in un fotolibro. Collabora da tempo con molti registi teatrali realizzando shooting per attori e attrici.

 

Amelia Santini

Irresistibilità del fascino

 

MARYLIN E SILHOUETTE TRUCCO

Donne occupate  in lavori impegnativi e di responsabilità.

Marylin è un'ingegnere, l'altra Stefy un'imprenditrice.

Ma ecco la versatilità del mondo femminile, non serve essere una modella o una diva.

Basta una luce particolare,un lenzuolo, un corsetto e il gioco della" fascinazione" è fatto.

 

Bio

Da sempre ho considerato la potenza dell'immagine anche rispetto alla parola.

Nel 1984 ho creato il circolo fotografico blow up il cui principale scopo era lo sviluppo e la stampa in b/n.

e la diffusione della fotografia.

La macchina fotografica mi  accompagna sempre, ogni momento è buono per realizzare quell'imperdibile e unico scatto..

 

Barbara Businaro

Attimi di silenzio

 

“Esiste un momento in cui le parole si consumano e il silenzio inizia a raccontare”

E’ in quel momento che la voce della mia anima inizia a parlare, tra i silenzi della gente.

Sono solo attimi, dove sento il bisogno di esternare le mie emozioni, il bisogno di scrivere con la luce le mie fragilità, le mie paure, il mio dolore, il bisogno, nel silenzio, di raccontarmi.

Le voci della mia anima sono solo attimi di silenzio, attimi che possono durare nel tempo, un tempo che vorrei passasse in un istante.

 

Bio

Sono nata e vivo in Veneto dal 1975.

Ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia nel 2014, in un momento della mia vita dove tutto ciò che mi circondava mi soffocava e da qui il bisogno di spazi aperti, di osservare l’infinito, di esprimere le mie emozioni.

Inizialmente fotografavo qualsiasi cosa in un modo tale che potesse esprimere il mio stato d’animo del momento…  non sono brava con le parole, né allora né adesso, e l’unico modo per comunicare è la fotografia.

Dopo qualche mese presi la mia prima reflex e da lì si è aperta la mia strada, il mio mondo, la mia vita.

Nel 2017 perdo il mio punto di riferimento, la mia guida, colei che mi ha donato la vita… metto da parte la fotografia, niente aveva più un senso. Mi chiusi in me stessa, tutto era dentro di me.

Ma dopo un po’ di tempo il bisogno di esprimere il mio dolore era così grande che ripresi a scattare nuovamente, ma in un modo totalmente diverso. Senza rendermene conto avevo iniziato a scrivere con la luce… nel tempo.

A dicembre del 2021esce il mio primo libro “IL TEMPO” dedicato proprio a lei, dove tutto è fuori schema, dove non ci sono regole, dove ci sono solo io BARBARA, con le mie luci e le mie ombre.

Chiara Romanini

Senza titolo, 1

 

Questa fotografia è il movimento di una veste che dal buio si inventa come forma nuova, creando una “sur-realtà” che, se in superficie evoca le invenzioni del surrealismo, in profondità si mostra come velo immateriale, dalle vaghe forme selvatiche. Chiara Romanini esplora qui una terza via che varca il realismo dell’immagine e l’irrazionalità dello spettro ma si fa ponte in una “terra di mezzo” dove cosa vista e cosa fantasticata si intrecciano in un confine che deforma e trasforma la prospettiva tradizionale. Lo spettatore è guidato a cercare un proprio significato al multiverso dell’immagine, senza che questo significato ne esaurisca in modo esclusivo le potenzialità. L’ambivalenza dell’ìmmagine è perturbante perché rimanda a un senso ulteriore: l’”altra parte” di una realtà visibile, riconoscibile, heimlich, diventa invisibile, inquieta, unheimlich, come quando scopriamo qualcosa di estraneo là dove credevamo di trovare soltanto cose a noi familiari. Il “perturbante” è la dinamica di uno smascheramento: la possibilità di vedere il fantastico nel quotidiano, il “senso della possibilità” nei codici del reale. La capacità di pensare quello che potrebbe essere caratterizza la fotografia spettrale di Chiara.

Marco Ercolani (Psichiatra Scrittore)

 

Senza titolo, 2

 

La fotografia rappresenta un corpo femminile visto frontalmente: visibili il fianco, un dettaglio di seno, il braccio destro mutilato, la mano semiaperta, il pollice fuso alla gamba con disorientante naturalezza. Il resto del corpo è coperto da una sorta di treccia-intreccio che ricorda i lunghi capelli di una maschera tribale, sotto la quale nascondere/svelare la nudità originaria. Lo spettatore, catturato in una rifrazione di specchi, respira un’atmosfera arcaica, come se assistesse a qualche rito di cui vedesse solo l’immagine e non sentisse il suono. Ancora una volta Chiara Romanini sospende il tempo della percezione e persuade lo spettatore a inoltrarsi nel “racconto segreto” del suo autoritratto, come ci si inoltra nel folto di una foresta ignota. Per nascondersi è necessario svelarsi e per svelarsi è necessario nascondersi: ridefinire in termini metaforici e non metafisici il problema essere-apparire significa indagare il doppio aspetto della maschera e del velo come identità dell’ìo. O la maschera è opaca e ci nasconde totalmente, rendendoci segreti. O è anche velo, e di quel segreto trapelano frammenti, riflessi, allusioni. Il corpo seminudo di Chiara, il pollice fuso alla carne del fianco, le trecce selvagge ordinatamente composte, emana una  conturbante ambivalenza.

Marco Ercolani (Psichiatra Scrittore)

 

 

Bio

Chiara Romanini nasce a Parma nel 1973.

Attraverso i dettagli degli oggetti e dei luoghi

inizia a fotografare i diversi aspetti del disagio

 e a percorrere la strada degli autoritratti

che firma con lo pseudonimo de La Valse

in omaggio alla celebre scultura di Camille Claudel

sua amatissima artista.

 

Mostre

 

Pistoia – Pelle di fantasma – Novembre Dicembre 2018 – Libreria Cino

Craco (Matera) – Voci di Pietra – Marzo Ottobre 2019 – 

Parco Museale Scenografico di Craco

Pistoia – Quasi – Marzo Aprile 2019 – Biblioteca San Giorgio

Roma – Oltre- Marzo 2019 – Libreria L’Orto dei libri

Genova – Furto d’anima – Aprile 2019 – Radice Comune

Roma – Dimore Perdute – Settembre 2020 –

Studio fotografico Alfredo Matacotta Cordella

Vimercate – Poeta Nero – Settembre 2021 - Centro espositivo

Sorgente Oreno

 

Pubblicazioni

 

Rivista “La foce e la sorgente” Settembre 2018 Genova

Rivista “La foce e la sorgente” Dicembre 2018 Genova

Rivista “Il Grandevetro” n. 138 – 2020 Italia

Rivista “Il Grandevetro” n. 146 – 2022 Italia

Concetta Scuderi

Madonna

 

Il mondo è sommerso dalla plastica.

La figura femminile si trasforma in una Madonna Rinascimentale

dove gli abiti sono ormai “pellicola”, simbolo della modernità

ma anche della nostra distruzione.

 

 

Bio

Si interessa e pratica fotografia da oltre 30 anni.

Iscritta al Circolo Fotografico Blow Up, ha svolto attività fotografiche

partecipando a numerose mostre collettive.

Ha realizzato vari reportage di viaggio pubblicati da diverse riviste,

esaltando l’uso del colore. Il Bianco e Nero, che predilige, viene usato per un linguaggio

più intimo e personale fatto di luce, sfumature e sentimento.

Cristina Suruciuc

"Thoughtless"

 

Girati, senti il vento che ti accarezza il viso, alza la testa, apri gli occhi, guarda dritto davanti a te e...vivi.

 

 

 

Bio

Cristina Suruciuc, nata a Roma, Farmacista nella vita e fotografa amatoriale nel tempo libero. 

Ho sempre amato la fotografia per il potere che ha nel fermare il tempo, nel cogliere gli istanti più belli e nel poterli rivivere guardandoli.

Danilo De Rosa

Resilenza

L'immagine, vuole rappresentare una vita schiaffeggiata, un corpo che pur essendo stato dilaniato, continua con dignità ed onore il suo percorso, nonostante, il forte temporale esterno simile a quello interno, facendone sentire i battiti cardiaci

 

Pensiero

È molto difficile scrutare la mente umana

Ma a volte il linguaggio del corpo può indicare una personalità forte e razionale,

Tutto il resto è un’ incognita……..

 

Bio

Danilo classe 1981 si avvicina

Al mondo della fotografia con

L’ avvento del digitale collaborando 

Come photoeditor nella fotografia di cerimonia

E nella grafica pubblicitaria. Predilige la ritrattistica ed

I chiaro scuri  si creano sui volti delle persone che ha davanti.

Nelle sue immagini, cerca di far emergere le emozioni dei soggetti ritratti.

Con le sue immagini cerca di comunicare gli stati d’ animo, i pensieri, le parole le emozioni e gli stati d’ animo.

Eleonora Ponte

Disappunto pomeridiano

 

Vuole esprimere quel particolare disappunto che puo' cogliere una donna elegante in spiaggia in attesa di.......ognuno puo' riempire i puntini come vuole....

 

Bio

Mi chiamo Eleonora Ponte, vivo e lavoro a Roma e, quando riesco a fuggire dai miei impegni lavorativi, vado in giro a fotografare. Amo la fotografia tradizionale, analogica, ma non mi sono mai cimentata nella stampa. Considero le foto una possibillita' di guardare il mondo usando il terzo occhio costituito dalla macchina fotografica e non riesco a sottrarmi al fascino dell'attesa dello sviluppo per capire cosa ha colto il mio obiettivo. 

Fabiola Fusilli

MARTYS-YROS

 

Non descrivo mai le mie foto …preferisco che la  persona che le  guarda si faccia una propria idea e pensiero …spero solo di riuscire a suscitare una emozione che sia positiva o negativa non ha importanza .

Un ringraziamento particolare va alla mia amica HAE YUKI ABE che ha posato per questo scatto e che ,soprattutto, ha sempre creduto in me .

 

Bio

Mi chiamo Fabiola Fusilli  ho 53 anni vivo e lavoro a Torino

Mi piace come genere artistico il ritratto  e il paesaggio urbex.

Ho iniziato da adolescente con una Minolta regalatami per un mio compleanno e da allora la passione continua .

Attualmente uso una Canon 5d mark IV e come programma di post-produzione prediligo Photoshop.

Giovanni Bertoldi

Maternità

 

L'opera ritrae una donna nomade che si addormenta improvvisamente mentre, con il bambino in braccio, chiede l'elemosina..

 

Bio

Mi chiamo Giovanni Bertoldi e sono nato a Roma il 30.10.1948... Insieme ad alcuni gruppi fotografici , tra cui il Blowup, al quale sono iscritto da 28 anni, e la Tevere Art Gallery (T. A. G.) ho partecipato a numerose mostre prediligendo quasi sempre il b/n.

Grazia Randone

Voltarsi

 

Voltarsi per dare le spalle al passato

Voltarsi per inseguire il futuro

Voltarsi per mostrare un lato celato di sé

Voltarsi per celare ciò che gli altri conoscono

Voltarsi per farsi seguire e attrarre

Voltarsi per seguire attratti

Eterna inquietudine

 

Bio

Fin da bambina ama il disegno e la pittura.

Consegue il Diploma di Maestro d’Arte e il Diploma di Maturità d’arte applicata sperimentale con indirizzo Comunicazione Visiva.

Studia fotografia e cinematografia oltre a diverse tecniche di progettazione grafica, arti visive e fotocomposizione.

Dopo essersi cimentata in esperienze d’insegnamento e progetti creativi su commissione, intraprende un percorso professionale con cui approda, con il ruolo di Manager, in un altro settore.

Ma la passione e i suoi legami più profondi con la creatività non l’abbandonano e continua il suo percorso visivo, sperimentando nell’ambito della Fotografia e delle arti grafico/pittoriche.  

Sceglie di approfondire il suo percorso fotografico ed avendo avuto la grandissima fortuna di poter sperimentare sia la fotografia fotochimica che quella elettronica, trasferisce l’alchimia di elaborare in fase di sviluppo e stampa in camera oscura ai più moderni mezzi di postproduzione digitali.

Il risultato dei suoi esperimenti creativi spazia poliedricamente in diversi ambiti.

Con il suo più recente progetto “ME” usa l’autoscatto per indagare sé stessa, le sue emozioni e la sua esigenza di lasciare traccia.

Non è paura di non esserci più ... ma paura di non lasciare traccia di esserci "mai stata".

Utilizza come mezzo di comunicazione quello più tecnologico “la rete” dove condivide esperienze e collaborazioni con professionisti e appassionati.

Dare “libero” sfogo alla propria creatività è ciò che le interessa, crede nel potentissimo aspetto terapeutico della stessa, nella quale si rifugia quando il mondo corre e lei ha bisogno di fermarsi. 

 

Ida Di Pasquale

Assolo 

 

Non solitudine, ma a volte la necessità di stare con se stessi in uno spazio proprio... 

 

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini

 

Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.

Alda Merini

 

Bio

Fotografa nell’animo da sempre, mi piace lavorare in particolare sulle emozioni e

sugli stati d’animo. Spesso prediligo rappresentarli con il mosso e lo sfocato. Amo

la sperimentazione. Il mio approccio allo scatto è quindi prettamente emotivo piu’

che razionale.

- da quattro anni collaboro con l’Associazione FAG alla realizzazione dell’evento COEX;

- nel corso del 2021 ho esposto la personale “Eurythmia" alla galleria Talent Art di Roma;

- nel 2019 e 2021 presente ad Arles Off- Les rencontres de la photographie;

- partecipazione a mostre collettive realizzate a Todimmagina nel 2019, al Pontremoli Foto

Festival nel 2018 e nel 2020 selezionata per un esposizione al Circuito Off di Lucca;

- diverse mie foto sono state utilizzate in Laboratori Esperienziali sull’Autostima organizzati

dal “Centro La famiglia” di Roma;

- partecipazioni a diverse collettive organizzate sia in italia che in Europa;

- gratificata da alcune premiazioni e segnalazioni in concorsi fotografici nazionali a

patrocinio Fiaf;

.- pubblicazione di lavori su Magazine e riviste di settore tra cui ArtAbout Magazine, Tutti

Fotografi, Annuario Fiaf 2021, Art Magazine della Nonamecollectivegallery di Londra,

L’Oeil de la Photographie e Lelitteraire.com.

Sempre in cerca di nuovi stimoli per aprire la mia visione a nuovi approcci!

Laura Domenichelli

Le sfumature di una madre

 

Fotografare per me è il frutto dei nostri sentimenti, è un varco tra noi e il linguaggio verbale, è la forza di comunicare un messaggio. Di conseguenza la fotografia è il simbolo del ricordo, è salvare attimi, atmosfere destinate a perdersi. Le sfumature di una madre è il desiderio, l'idea, semplice e naturale, di raccontare mia madre nei momenti più significativi di una giornata, adesso che ha 72 anni. Ho cercato di identificarmi ed unirmi a lei, mentre osserva dalla finestra le sue colline, mentre legge, mentre cuce e cucina.

 

Bio

Mi chiamo Laura Domenichelli e sono nata a Castiglion Fiorentino (Arezzo) nel 1974, in piena primavera, ma appartengo all'autunno. In questa stagione mi parlano tutte le cose che ho perso e come scrive Neruda per me l'autunno è una farfalla che svolazza, volteggia e sparisce come foglie cadenti dell'anima. Sono madre di una figlia, mi prendo cura di lei, ed è come la rosa del Piccolo Principe, il tempo trascorso con la mia rosa ha reso lei tanto importante nella mia vita. Lavoro nel settore sanitario, amo leggere e scrivere poesie. La fotografia me la sento addosso come un vortice, come un grido, una forza che mi spinge attraverso le immagini ad esprimere i sentimenti che nel cuore e nell'anima.

2019 selezionata al Circuito Off di Bibbiena con il portfolio "Alla ricerca di attimi"

Ammessa al concorso "Vinci Photo" 2019

2020 pubblicato il portfolio" Le sfumature di una madre" dalla rivista online Click magazine

Pubblicato portfolio "Alla ricerca di attimi" dalla rivista online Clic-hè

2020 selezionato portfolio "Le sfumature di una madre" per Italy photo Award

2020 rientrata tra i migliori portfolio nel concorso "Città di Follonica" con il portfolio " Le sfumature di una madre"

2020 terza classificata al concorso "Obbiettivo Murlo" con il portfolio " Le sfumature di una madre"

Laura Visigalli

Il Velo. Autoritratto per interposta persona

 

'Il velo. Autoritratto per interposta persona' è un ritratto psicologico e simbolico, è il ritratto della nostalgia. C'è il ricordo della nonna che si recava alla Messa e di riti dimenticati. C'è il desiderio di seduzione e mistero, ma anche il bisogno di protezione e pudore. Cosi come i molteplici significati attribuiti al velo sono il retaggio di identità personali e collettive, questo ritratto racchiude il segreto di un mondo antico e di una storia famigliare fatta di tenerezza e timori. Una storia di donne a metà, tra luce e ombre.

 

Filtri di pelle

 

La foto fa parte di una serie di fotografie intitolata 'Filtri di pelle', un racconto al femminile tessuto di figure appena accennate. Le immagini sono state realizzate utilizzando il vetro come diaframma tra la macchina ed il soggetto per creare una fusione tra corpo umano e materia, dove lo spazio fisico si trasforma in spazio mentale. Dettagli di corpi, sguardi e mani, guidano l’osservatore verso un mondo segnico la cui narrazione è lasciata a ciò che possiamo immaginare, ma non sapere.

 

 

Bio

Ho studiato arte, design e fotografia all' ISA di Monza ed mi sono laureata in Architettura al Politecnico di Milano.

All'attività di architetto si è negli anni sempre più accompagnato l' interesse per la fotografia, una passione nata già nella adolescenza quando un amico di famiglia mi regalò una reflex analogica. Dal 2008, con l'acquisto di una dsrl digitale, ho iniziato a indagare lo spazio domestico ed intimo attraverso la fotografia. Ciò che di primo acchito viene celato allo sguardo è il tema dominante delle mie immagini. Sono i paesaggi disegnati nei vetri, i volti riflessi negli specchi o su altre superfici, gli esseri umani sfuocati, o accennati in ombre e dettagli. Mi interessa raccontare il 'non detto', quel luogo forse inconoscibile che è parte integrante e necessaria per ricucire un pezzo di sé e per dare un senso alle cose. La figura umana, sopratutto quella femminile, è il soggetto principale delle mie opere.

Luciana Trappolino

Le mani raccontano...

 

Le mani, le loro pieghe, come solchi scolpiti sulla pelle,

raccontano chi siamo, quello che abbiamo vissuto,

raccontano storie infinite fatte di lavoro, di fatica,  di dolore e  sacrifici,

ma anche fatte di carezze, di abbracci e di gioie;

raccontano il tempo che passa, in ogni piega,

anche la più piccola ed impercettibile;

raccontano la solitudine,  la fragilità e le paure del trascorrere degli anni,

nel loro chiudersi come un riccio e nell’inconfondibile tremolio,

ma anche la tenerezza e il bisogno di amore e protezione.

Le mani raccontano quello che le parole hanno paura di esprimere.

Le mani raccontano la Vita.

 

 

Bio

Nata ad Orvieto il 15 Febbraio 1964.

Laureata in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma (Italia).

Attualmente vivo a Lecce, dove svolgo l’attività lavorativa presso un’azienda pubblica.

Sin da bambina ho coltivato la passione per la fotografia, che negli ultimi anni coltivo assiduamente, in binomio perfetto con la grande passione per i viaggi.

La mia fotografia, infatti, è prevalentemente un resoconto di viaggio, una testimonianza etnica di usi e costumi di altri popoli, che in parte, con la contaminazione del mondo occidentale, si stanno perdendo..

Amo molto concentrarmi sul ritratto, soprattutto quello spontaneo, che nasce dagli incontri casuali con le persone, cercando di catturarne la bellezza, le emozioni, al di là della semplice apparenza.

Ho partecipato a diverse mostre, tra cui alcune promosse dal FIOF (Fondo Internazionale per la Fotografia) nell’ambito del R-Evolution Photo Festival; ho vinto diversi concorsi ricevendo più volte Menzioni d’ Onore, tra cui quelle del FIOF International Photographer Awards edizione 2017, 2018 e 2019; finalista al Miami Street Photography Festival 2018, più volte finalista al SIPA, vincitrice con il 1° premio al concorso promosso da Amnesty International Italia 2019, vincitrice con il 1° premio al FIIPA-FIOF 2019 per la Categoria “People”, Ambassador of ITALIAN PHOTOGRAPHY all’International Art Photography festival Lishui – CHINA nel 2020, finalista al concorso Urban Photo Awards 2020.

Alcune mie foto sono state pubblicate su importanti magazine fotografici: tra questi il National Geographic, l’ Annuario FIAF, Photo Professional, Il Fotografo.

Marco Romualdi

Ecco fatto

 

La soddisfazione manifestata con espressione tra il compiaciuto e l'impegnato, ma con vezzo decisamente femminile di una studentessa per il risultato della sua applicazione

 

 

Bio

Ama definirsi un onnivoro dedicato alla fotografia in bianco e nero, con qualche occasionale incursione nel mondo della realtà a colori. Dalle foto ricordo delle vacanze alle foto di ricerca concettuale, con l'ossessione della forma e dell'oltre. Negli ultimi anni in concomitanza con la pandemia è tornato alla rilevazione dei comportamenti umani.

Maria Cingari

Identità femminile

 

Invecchiare è un evento naturale,

che spesso le donne  faticano ad accettare,

a causa di retaggi culturali difficili da sradicare.

La prospettiva  del proprio essere e sentire cambia con il tempo,

anche attraverso  lo sguardo e la percezione che gli altri ci restituiscono.

L'identità femminile però è ricca  di tante sfaccettature 

che prescindono dall'età anagrafica.

Ho voluto  pertanto dedicarmi uno spazio senza tempo

per raccontarmi ed in cui altre  donne possano identificarsi. 

 

 

Bio

Sono nata in Sicilia a Taormina (ME), negli anni ‘90  mi trasferisco a Roma, dove conseguo la laurea in Giurisprudenza, città dove attualmente vivo e lavoro esercitando la libera professione di avvocato. La fotografia mi ha sempre affascinato e incuriosito, fotografo dal 2015 nel corso degli anni ho realizzato diversi progetti pubblicati in ClickMagazine, civicon13, eyeshot. Le mie foto sono state esposte sia in Italia che all’estero.

Mario Vintari

Corpi

 

Queste due immaggini fanno parte di un lavoro piu grande e articolato, dove l'idea di fondo è quello di esplorare un universo complesso e articolato come quello femminile, attraverso la visione del corpo, nudo, spogliato di tutte quelle cose che mediano o condizionano l'approccio.
Le due foto in mostra sono tratte da due shooting diversi con due figure femminoli diverse e con la loro interpretazione di stati d'animo diversi. Da una parte abbiamo il corpo ranicchiato quasi in posizione fetale che esprime una sorta di difesa all'incombere di un pericolo, e mostra con il volto la paura.

Nell'altra foto l'attrice sta sviluppando con il proprio corpo uno slancio quasi liberatorio come a coprire tutto lo sazio a sua disposizione e dove usando il linguaggio del corpo mette in tensione tutta se stessa come a volersi quasi liberare del proprio involucro.

 

 

Bio

Nasco a Roma il 31 marzo del 1956, Ariete ascendente Bilancia.

Frequento il Liceo Scientifico Statale “Francesco d'Assisi” dove conseguo la maturità e poi iscrizione alla Facoltà di Storia e Filosofia presso l'Università La Sapienza di Roma.

Nel 1979 inizio la professione di fotografo, come collaboratore del fotografo di scena Enrico Appetito(fotografo di Alberto Sordi).

Ho sempre vissuto questo mio lavoro come una grande passione, e la mia grande passione per la fotografia con l'impegno e la disponibilità di un lavoro.

Pratico e ho praticato questo mestiere a 360 gradi, fotografando per committenza un po tutto e cimentandomi in molti generi fotografici.

La mia attività preminente la foto da cerimonia, negli ultimi vent'anni ho lavorato con enti e organizzazioni dedicate a la disabilità mentale( tra cui Special Olympics e AIPD Roma.), curandone l'immagine e la documentazione fotografica degli eventi.

Infine per non farmi mancare proprio niente sono da molto tempo iscritto al Foto Club castelli Romani e alla Fiaf da cui ho ricevuto l'onoreficienza A.F.I.

Nel 2021 sono risultato negli intercircoli Fiaf del Lazio Migliore Autore Assoluto Fiaf.

Monica Bisin

Angoli Interiori

 

Due foto estrapolate da un progetto più ampio.

 

Rinchiusa in un angolo...fragilità.
Uno scudo di vetro che in un attimo può perdere l'equilibrio e frantumarsi in mille pezzi.
Da dentro si vede l'esterno ma è poco nitido, opaco. A volte la battaglia con se stessa le fa mancare l'aria,
le lascia uno spiraglio per respirare...quasi il collo di una bottiglia...il suo corpo si incurva, si chiude
e assume la forma del suo contenitore...difficile poi tornare in posizione eretta...

Sono da sempre affascinata dalla mente umana, dai meccanismi del pensiero, dall'analisi dei comportamenti.
Ognuno di noi vive una realtà personale derivante dalle proprie esperienze, dai pensieri, dagli schemi mentali e dalle debolezze.
Perchè non è vivere umano...qui...in questo tempo, in questo luogo che ci conforma e ci sottomette...

 

 

 

Bio

Fotografo da quando ho 15 anni, ho fatto della macchina fotografica il mio mezzo di espressione da sempre. Amo la fotografia concettuale perchè mi permette di analizzare l'animo umano e di comunicare idee ed emozioni.

Fotografo per me stessa...non amo le ostentazioni e non ambisco a riconoscimenti, esprimo solo la parte interiore di me che ha bisogno di volare libera.

Un progetto a cui tengo molto è: Il Male oscuro (una serie breve di immagini che indagano i sintomi degli attacchi di panico).

Tra gli ultimi progetti esposti e apprezzati da varie riviste del settore: Angoli Interiori, Behind life e Delicati equilibri. In ogni progetto c'è la volontà di comunicare uno stato d'animo e caratteristiche umane come la fragilità e la resilienza...

Monica Zorzi

Fragile

 

L'Immagine e' composta da due momenti: uno a sinistra in alto e uno a destra. Visivamente lo spazio in alto a sinistra e' legato alla sfera privata,intima, mentre la destra pubblica. Nell' intimita' dei nostri sogni e desideri, alla disillusione della realta' , che a volte li frantuma facendoli a pezzi con la nostra persona.       

                       

Le mie impronte digitali

 

Le mie impronte digitali, e' una poesia di Alda Merini, che riecheggia dentro dopo averla letta. Nella nudita' che ci accomuna in un'unica classe sociale: l'essere umano, le scarpe a descrivere il nostro carattere e le impronte digitali a raccontare la nostra storia.

 

 

Bio

Diploma al Liceo Artistico Statale di TV nel 1995, 'Bachelor of Art in Fine Art', Universita' di Cardiff  1998. Dal 2003 al 2012 espone con Artist in the World di Bonacini Lucia, mentre dal 2014 al 2018 espone con Artemisia International Art Gallery di Maria Caterina Mariano. Dal  2017 al 2022, Monica ha esposto con varie associazioni artistiche: Artetra, Artexpo', Art Now, Atelier Montez, Fag, Sharm of Art, Varaggio Art, Verum. Le sue opere sono state pubblicate: "CAM 56" di Giorgio Mondadori, "Artisti '22" di Arnoldo Mondadori, " L'arte al tempo del coronavirus" di Skira editore, in varie riviste di Art Now ,e nell'antologia "Maestri Italiani del Colore nel Mondo" della New Accademia Internazionale dei Dioscuri.                                                                                                                                                                  

Nella Tarantino

Figure di donne 

(Warszawa, Wrocław e Łódź, 2017-2022)

 

Impercettibilmente verso dove, quello sguardo?

Slittamento di quel che vedo verso qualcosa di profondo, come un’immagine interiore.

Mi arresto ai margini di un confine, come in sogno.

 

Quale desiderio o paura si nascondono nei tuoi occhi, tracce di luce nella notte?

Vago senso di morte, cosa ti trattiene e ti imprigiona nell’invisibile silenzio dell’attesa?

Qualcosa di non raffigurabile che non risale e si perde, come uno scarto, un residuo, una scomparsa.

 

Con la mia fotografia vorrei riuscire a fissare il segno di questa distanza, materia perduta e tralasciata, il dolore di questa ferita che non rimargina, l’ombra che diventeremo, la lontananza che ci separa.

E’ già tardi, molto tardi, nella notte. 

 

 

 

Bio

Nella Tarantino è architetto e fotografa.

I suoi lavori di architettura sono stati pubblicati su riviste e cataloghi nazionali e  internazionali, tra cui:

 

-        “Angelica trilogia” di Bruno Zevi, in L’ESPRESSO n. 28, 16 luglio 1998

-        “Scultura per il Millenario di Vatolla, Salerno” in L’architettura, cronache e storia, n. 515 settembre 1998

-        Dirk Meyhofer, CONCRETE Creations,  Braun Publishing, Berlino, 2008

 

I suoi lavori di Fotografia hanno ricevuto recensioni su:

 

-          Scriptphotography a cura di Giuseppe Cicozzetti https://www.facebook.com/218930845229469/posts/1430544450734763/

 

-          L’Oeil de la Photographie

https://loeildelaphotographie.com/en/nella-tarantino-cvb/

                  

Ornella Latrofa

Carezze 

 

… che solo sfiorandoti sanno attraversare il corpo e raggiungere l’anima. 

 

Delicata fioritura

 

Quel solitario abbandono che riesce a farti lievitare e rifiorire. 

 

Bio

Ornella Latrofa è nata a Roma. 

Si è diplomata all'Istituto Statale d'Arte di Roma. 

Si è interessata alla fotografia, ispirata da suo padre che usava catturare i ricordi di famiglia con i sui filmini. 

A 20 anni inizia a sperimentare stampando da sola le proprie fotografie. 

Dopo un periodo di distacco di qualche anno, la sua passione ha ricominciato a emergere con un nuovo potere avvolgente. 

Dopo aver acquistato una macchina fotografica digitale ha cercato di migliorare la sua tecnica e la sua produzione. 

Espone il suo primo lavoro fotografico all'evento "Un ponte per la fotografia" curato da “Officine Fotografiche” nel 2018. 

Vince il premio come Miglior Ritratto al “Festival Bajocco” nel 2019. 

Nel 2020 ha esposto tre progetti “Tra sogno e realtà”, “Pace, silenzio e riflessioni” e “Sei forte” alla galleria ART G.A.P. di Roma. 

Nel 2021 all'evento Coex, “festival delle arti visive a Nemi”, espone il progetto fotografico “Differenze Assonanti”. 

Il suo progetto “Differenze Assonanti” viene pubblicato sulla rivista on line “The Pictorial List”. 

Dal 4 al 13 marzo 2022 espone con “Non avevo capito niente” ad una collettiva fotografica “Dentro” alla Torre civica di Pomezia. 

Il suo progetto “Crepe indelebili” viene scelto per essere esposto a livello nazionale il 18 giugno 2022 a Bibbiena all’interno della manifestazione “Ambiente Clima Futuro” promosso dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). 

 

Rino Rossi

Egg

 

Essere madre e figlia al tempo stesso: soggetto e oggetto, nascita e vita, embrione e involucro. Femminilità declinata nella sua meravigliosa duplicità. Modella Veronica Rinaldi

 

 

Resilience

 

Molteplicità eretta a scudo. Dalle tre anime della stessa figura trapela il timore dell'essere, ma al contempo emerge  forte il desiderio di imporre la propria fragile presenza, espandendone l'aurea. Modella Sharon De Luca

 

 

Bio

Dal 2010 circa ho iniziato ad intraprendere un percorso artistico indipendente dalla mia collocazione lavorativa. L’utilizzo di macchine fotografiche digitali, ma soprattutto degli smartphone della Apple,  ha fortemente inciso sulla mia creatività  e sulla mia comunicazione visiva.  Ho aperto con ottimo successo parecchi profili sui social networks (Facebook, Instagram, EyeEm, Flickr, YouTube) ed ho affinato man mano la mia abilità sia nelle ripresa che nell’editing delle immagini. Paesaggi, fotografia di strada, ritratti, contaminazioni e composizioni pittoriche si alternano nei miei progetti. Il lavoro di postproduzione attraverso l’iPhone rappresenta uno dei punti di forza della mia attività. Ho realizzato molti libri fotografici (autoprodotti), organizzato parecchie mostre personali e partecipato ad innumerevoli collettive

Rosy Carletti

“Il canto del vento I”

“ Il canto del vento II”

 

Questo è un progetto che nasce pensando alla resilienza delle donne, a volte sopraffatte dagli eventi ma che poi riescono a riemergere con più forza di prima. Un augurio.

 

Bio

Mi chiamo Rosy Carletti, Nasco a Zurigo in svizzera ma dall'età di tre anni risiedo in Italia a Verona.Coltivo la passione e la mia esigenza di fare fotografia fin da giovane, prima in analogico, poi venti anni fa la mia prima reflex digitale.

Negli ultimi anni ho trovato la mia dimensione nel ritratto quasi sempre femminile. Ogni ritratto parla di me e mi rappresenta,  chi ritraggo è un tramite per esternare le mie emozioni passando per molti stati d’animo. Amo rappresentare la forza e la fragilità, la malinconia e la gioia. I miei set non sono quasi mai estemporanei, ma frutto di progetti e grande preparazione.

Mi piace lo stile concettuale, far dialogare le immagini e lasciare che raccontino senza nessuna spiegazione o titolo. Ritengo che una fotografia, come tutta l’arte in generale, sia interessante quando ti soffermi ad osservarla, quando è inusuale, fuori dagli schemi, quando ti fa vibrare come se fossi avvolto dalla

musica oppure ti arriva forte come un cazzotto nello stomaco. Quando riesci a ricordarla nel tempo.

Stefania Pascucci

A Desdemona e a tutte le altre

 

"Uccidimi domani,
lasciami vivere ancora stanotte..."
Otello, W. Shakespeare
 
Le due fotografie sono uno studio sulle emozioni e fanno parte di un progetto fotografico contro la violenza di genere.
Con Giulia Malavasi e Gaetano Carbone

 

Bio

Sono nata a Roma, dove vivo da sempre. Sono un’insegnante di Lettere, con
la passione per la fotografia e il teatro.
Diversi anni fa, ho cominciato a fotografare da autodidatta, prima con una
fotocamera analogica e poi con una digitale.
Dopo una parentesi di “silenzio fotografico”, nel 2012 ho ripreso a dedicarmi
alla fotografia ed ho studiato presso Officine Fotografiche. Sto ancora
cercando di ampliare la mia cultura fotografica, attraverso workshop e
laboratori. In particolare ho seguito un percorso della durata di un anno, dal
titolo “Sliding eyes”, condotto da Fabio Moscatelli e Stefano Mirabella.
Sono coinvolta in diverse realtà associative fotografiche romane e sono
iscritta alla FIAF.
Ho preso parte a svariate esposizioni, tra cui quella del collettivo “Binario 21”,
ad alcune edizioni del “Cadavere squisito” e del “Mostro”, presso la TAG di
Luciano Corvaglia.
Nel luglio 2019 e nel luglio 2021 ho preso parte al Festival “Voies off” ad
Arles nella galleria di Luciano Corvaglia; ho partecipato al Festival della
Fotografia di Todi, organizzato da Marcello Mencarini e Luciano Corvaglia.
Sono nello staff del progetto “Convergenze”, ideato da Monica Bisin,
Presidente di “Arti Visive Fag”.
Amo molti generici fotografici, dal ritratto all’autoritratto, dalla fotografia
concettuale alla paesaggistica. Della fotografia, posso dire di amarla e di
esserne affascinata; mi fare stare bene…
Fotografare è cogliere l’attimo, è fermare il tempo, è raccontare una piccola
storia, è osservare la realtà e gettare lo sguardo anche dentro me stessa.

Stefano Montinaro

Greta

 

Il femminile che scommette sul futuro. Una dimensione unica e istantanea racchiusa in un gesto, forte della densità che hanno solo i sogni. Un’immagine pronta a farsi condurre in qualsiasi direzione, disponibile come il sorriso che la sostiene

 

Bio

Stefano Montinaro. Vive e lavora a Roma.

Da sempre interessato alla sperimentazione sulla commistione dei linguaggi, dopo una lunga attività professionale nel settore della comunicazione pubblicitaria, intraprende un percorso personale alla ricerca di un decentramento dello sguardo, più orientato verso l’attenzione a dettagli periferici, colti nell'istante in cui si compiono e per questo non riproducibili.

L’oggetto d’indagine dei suoi lavori fotografici emerge progressivamente, è rintracciabile nello scarto tra evento e percezione, e nella sua capacità di creare connessioni di senso, sempre aperte e in mutazione. 

Numerose le sue partecipazioni ad esposizioni individuali e collettive, in Italia e all’estero. 

E’ redattore del magazine online FT Fotografia Transfigurativa Magazine, espressione  dell’omonima corrente fotografica, cui aderisce nel 2020.

Vittoria Cannavale

Il bene effimero

Questa serie di foto nasce così per caso
Sono stata attratta dall'immagine distorta di una pubblicità e così ho cominciato a torturare fogli di giornale
Non parte da un progetto o da un messaggio da trasmettere solo dopo, quando ho esaurito le mie visioni  ho notato un accanimento alla distruzione della bellezza perfetta che dura molto meno di un foglio di carta
 

 

Bio

Era una notte buia e tempestosa … no, era un’alba luminosa di un caldo giorno di giugno quando sono venuta alla luce in una Napoli anni ’60. Sognavo di fare la pittrice, la stilista, l’architetto ma ho fatto l’impiegato a Roma! Un lavoro sicuro, un posto fisso ma decisamente poco creativo, che però mi ha dato la possibilità di consumare metri di pellicola fotografica. Ho costruito i miei ricordi in un mare di stampe casalinghe in bianco e nero ed ho iniziato a fotografare con la Minolta di mio padre. È stato  lui ad insegnarmi tutto quello che c’è da sapere sulla fotografia, pochi elementi per gestire la luce e l’immagine perché la fotografia è una cosa semplice. Oggi posso dire che la fotografia non è un hobby, una passione, un divertimento la fotografia è una mia necessità quotidiana, la voglia costante di documentare la mia vita; Ombre che portano alla luce, colori che ricordano sapori e linee che mi portano lì dove voglio andare. Dopo una battuta d’arresto con l’avvento del digitale ora non ho più limiti di mezzi e tecnologie con un’avversione per la post-produzione. Recentemente sto ritornando alla fotografia analogica e istantanea.