exhibition

Progetti d'autore

 

Esposizione progetti artistici: visioni ed interpretazioni personali di 27 autori

 

Agata Mancini

Fotografia

 

Born to run
 
Nel 2012, in un momento in cui  mi sentivo “invincibile”, arriva la diagnosi di una malattia che nella maggior parte dei casi ha esito infausto. Catapultata nel vortice della quotidianità di quello che dovrebbe essere un destino “segnato”, inizio inconsapevolmente a combattere fotografando con un telefonino: per non essere inghiottita dal gorgo, per dirmi che nonostante tutto sono viva, che posso farcela. Ed è l'inizio della mia rinascita. Continuo tuttora a combattere: sono viva, sono rinata!
 
Bio Agata

 

Agata Mancini nasce nel 1964 a Roma, dove vive e lavora come Business Manager nel settore delle Telecomunicazioni.
Pur avendo una formazione prettamente scientifica, si è sempre appassionata a discipline umanistiche ed alle arti in genere.
Approda alla fotografia nel 2011, frequentando corsi di formazione in diverse scuole fotografiche romane.
La luce e l’utilizzo di essa come strumento di racconto sono la sua grande passione.
Ha già esposto in altre mostre fotografiche collettive.

 

Angela Donatelli

Pittura

 

Un viaggio nella foresta immaginaria
 
Questo progetto prende spunto dal rapporto uomo-natura-elementi, vuole rappresentare un viaggio spirituale, il viaggio dell’eroe che tutti compiamo nella nostra vita. Questo viaggio è rappresentato in quattro fasi, che sono le quattro opere: Siamo come alberi, abbiamo radici forti, viviamo un viaggio immaginario, trasformiamo la nostra percezione.
Abbiamo bisogno di simboli archetipici, di radici per ancorarci alla terra, esse provengono dai nostri antenati e dal nostro percorso di vita, abbiamo bisogno di rami e foglie per crescere, espanderci ed entrare in contatto con gli altri. Vivere è un infinito processo creativo, se ci lasciamo andare come foglie nel flusso della vita e non opponiamo resistenza, portiamo con noi l’oro delle nostre idee, esperienze e speranze. Siamo presenti alla danza della vita, dalle nostre ferite nascono come foglie luminose le  parti di noi più mature e consapevoli. Con il passare del tempo diventiamo il nostro vero sé, da condividere con gli altri. Andando oltre ciò che vediamo nel rapporto con la nostra natura più vera e il nostro istinto avviene un vero e proprio viaggio di trasformazione, lasciando zone d’ombra, i pensieri neri che diventano il carburante del processo vitale. Scopriamo doni talenti ed energie sconosciute man mano che diventiamo più autentici e più leggeri.
 
Bio Angela

 

Angela Donatelli è nata a Lucera e  vive a Roma dove si occupa di pittura e di scrittura insieme ad altre forme espressive. Attenta alla psicologia , alla spiritualità, all’esoterismo e alle discipline orientali ricerca nel suo operare quei simboli archetipi propri della realtà interiore umana.  Uno degli elementi predominanti della sua poetica e pittura è il rapporto uomo-natura. Frequente è l’uso di materiali diversi uniti al colore.
 Il gesto pittorico è una ricerca diretta con la materia che prende vita sulla tela e libera le immagini che affiorano alla coscienza. L’impeto del gesto pittorico induce l’artista ad adottare alcune modalità a volte proprie dell’informale, altre volte c’è l’approfondimento di immagini simboliche ed archetipiche Nella sua ricerca artistica ha realizzato molte performance nelle quali poesia musica e pittura si intersecano in un contenitore multiforme.
Nel 2015 ha collaborato per il Simposio UnitedSuccess, incontro di donne provenienti da tutto il mondo realizzando un’opera collettive di 80 micro con il patrocinio della  casa dell’Architettura  presso l’Acquario romano .
Ha esposto le sue opere alla Villa Reale di Monza per il Progetto Angeli e Artisti curato dall’Ambasciata Argentina.
Ha pubblicato due libri di poesia illustrati Mi vestivi di nero velluto e Persefone.
Ha esposto in questi anni in diverse gallerie in Italia e luoghi istituzionali a Roma, tra gli altri partecipa al progetto artistico del X Municipio con l’esposizione presso le ex pese del Testaccio.
Espone le sue opere nella  personale Il Colore della donna presso la Casina di Villa De Sanctis, con il patrocinio del VI Municipio.
Partecipa alla mostra CARTA  Common ground , presso la galleria Spazio Linea di Firenze.
Ha partecipato  alla settimana del Contemporaneo  2018 e 2019 per l’evento espositivo SENSUM  e NATURE UTOPIA  a cura dall’Associazione Spazio Faro del curatore  Fabio Mattew Lanna 
 
@AngelaDonatelliARTE
m.me/AngelaDonatelliARTE

 

Anna Maria Giordo

Fotografia

 

La natura delle donne
 
Indagine introspettiva della natura mutevole e selvaggia della donna.
 
 
Bio Anna Maria

 

La mia passione per la fotografia nasce spontanea con una macchina fotografica di mio padre con cui scattavo a rullino, ma inizia consapevolmente nel 1987 quando presso il centro Mediterraneo per le nuove professioni di Sassari, con l'eclettico artista sudamericano Juan Andres Flores Cabrera ( Architetto, Pittore, Fotografo, Prof di Disegno Architettonico all'Università di Loja Ecuador, attualmente direttore di un sito protetto degli indios dell'Amazzonia), divento collaboratrice di un corso di fotografia d'arte portandomi ad un esperienza incredibile con allievi straordinari. Nel 1988 partecipo alla seconda Rassegna Regionale Primavera D'arte ( Pittura, Scultura, Grafica e Fotografia) Palazzo della Provincia Sassari prendendo numerosi premi. Nel 1989 partecipo alla Terza Rassegna Regionale Primavera d'arte Padiglioni I.S.O.L.A. ( Pittura, Scultura, Grafica e Fotografia) con una mia opera fuori concorso aggiudicandomi una menzione speciale. 1996 Mostra " Il Viaggio: Frammenti di Percezione" ideazione presentazione a cura di Annamaria Giordo e Francesco Pala-collettiva di fotografi sul reportage (Europa,India, Africa, Nord America, Usa e Sud America) con Cinzia Sacchetti, Franco Nieri, Annamaria Giordo e Francesco Pala. - Caffè storico del Palazzo Aragonese di Piazza Civica Alghero. È un periodo di grande attività. Per qualche anno mi fermo fino a che non sento fortemente il desiderio di ritornare al mio amore per la fotografia entrando a far parte di un'associazione " Respir'arte 2017,2018,2019" insieme ad altri fotografi ed artisti vari riprendendo ad esporre le mie fotografie e sentendo sempre più forte l'esigenza di mettermi in gioco. Partecipo a Convergenze Expo 2018 e 2019 Roma e sempre nel 2019 partecipo anche alla collettiva "Ritratto psicologico" Roma.  Continuo la mia ricerca fotografica e porto avanti vari progetti.

Cristina Cappellini

Fotografia

 

My mother's beauty
 
Il progetto si incentra su mia madre ed é sviluppato attraverso dittici in cui parti del suo corpo vengono messi in rapporto geometrico, cromatico e concettuale con elementi della natura.
 
Bio  Cristina

 

Cristina  Cappellini soprano presso il coro dellAccademia Nazionale di S. Cecilia ha seguito corsi di fotografia con Alberto di Cesare, Stefano Mirabella, Fabio Moscatelli, Angelo Turetta, Sara Palmieri, Simona Ghizzoni Annalisa D'Angelo, Augusto Pieroni, Umberto Verdoliva. Si occupa di street photography ,storytelling  e fotografia concettuale. Ha esposto per Officine Fotografiche.
 

Damiano Gallinaro

Letteratura e video

 

2005-2020: In viaggio nella Jugosfera. Quindici anni di nomadismi balcanici
 
Nell’inverno del 2005 con il primo viaggio a Gorizia iniziavo una lunga stagione di viaggi nei Balcani, principalmente nella regione che viene definita da Tim Judah “Jugosfera” e che sostanzialmente identifica il territorio che una volta conoscevamo come Jugoslavia.
Nel corso degli anni mi sono avvicinato gradualmente, come in un viaggio iniziatico, a quello che considero non solo geograficamente il cuore della ex Jugoslavia, quella Bosnia di cui si parla molto ma di cui si comprende poco.
Ma non si può comprendere davvero la Bosnia senza comprende i suoi vicini, soprattutto la Croazia e la Serbia che hanno condiviso con la prima anni di distruzione e lacerazione non solo morale ma anche fisica e culturale.
Nel corso di questi quindici lunghi anni, ho avuto la fortuna di incontrare persone straordinarie, di raccogliere storie spesso dolorose, di visitare luoghi off-road , spesso non indicati sulle mappe. E queste storie e questi luoghi sono la base di tutto ciò che come autore ho realizzato nel corso di questi anni.
Attraverso video, foto e narrazioni vi condurrò fino a Srebrenica e oltre sperando di poter condividere con voi l’essenza di un paese così vicino ma spesso così lontano.
Il viaggio è come la conoscenza ogni giorno si aggiunge un piccolo tassello, un passo, sulla via della comprensione e della condivisione.
Vi invito a viaggiare con me.
Riferimenti:
Damiano Gallinaro, L’Isola di Brumalia, 3° ed., ilmiolibro, 2019
Damiano Gallinaro, L’Uomo di Selo e altre solitudini balcaniche, Passerino ed., 2018
 
Bio  Damiano

 

Damiano Gallinaro nasce a Formia (LT) il 31.07.1971, ma da sempre vive tra Gaeta, Roma e il Mondo. Nel 1989 vince il Primo Premio Adista-Dossier Sezione Poesia con il componimento “Storie di Guerra”, il suo primo lavoro sui Balcani. Da allora la ricerca di una spiegazione ai perché di una guerra atroce lo spinge dopo la laurea in Giurisprudenza nel 1996, a percorrere le strade dell’antropologia. Nel 2011, dopo essersi laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia, dopo un percorso di ricerca di tre anni, si addottora in etnologia. Nel corso degli anni ha partecipato a numerosi convegni etnologici e a vari concorsi letterari, alcune poesie sono state selezionate per importanti antologie. Oltre a tre pubblicazioni di carattere antropologico, ha il racconto lungo “l’Isola di Brumalia”, "il mio libro" editore (2014). Nel dicembre del 2016 vince il Primo Premio “Affabula. L’arte di raccontare storie”, Sezione “Racconto Breve” con un racconto di ambientazione balcanica dal titolo “L’Uomo di Selo”, pubblicato nel 2018 nella silloge dall'omonimo titolo "L'Uomo di Selo e altre solitudini balcaniche" per i tipi di Passerino Editore. Nel 2019 un suo reportage "Benvenuti in Kusturistan" viene pubblicato nel libro "Diari di Viaggio" curato dal sito "youpopcorn.net".
 

Domenico Cippitelli

Fotografia

 

One Eye
 
Si dice ogni giorno "gettaci un occhio" oppure "un occhio di riguardo".
Perché nella vita è l'occhio che fa la differenza.
Così nella fotografia, oltre la tecnica e la tecnologia, l'unica cosa importante è... *avere occhio*!
 
Bio  Domenico

 

Nasco a Roma il 20 Maggio del 1966, ho un diploma tecnico e mi sono avvicinato alla fotografia da autodidatta. La passione per la fotografia mi è stata trasmessa da mio papà, che con la sua Comet Bencini ha immortalato i nostri ricordi familiari. 

Nel 1984, con il primo stipendio ho acquistato la mia prima Reflex con cui ho cominciato a scattare e nel 1990 regalatomi un ingranditore, ho anche iniziato a stampare in Bianco e nero.

Gli scatti erano prevalentemente reportage di viaggio.

Con l’avvento di internet e del digitale, ho cominciato a  rimettermi in gioco, cercando di migliorare la mia tecnica e produzione.

Mi sono avvicinato alla fotografia sportiva e collaboro con varie testate giornalistiche e web, come la Gazzetta Regionale per il calcio dilettantistico, Baskettiamo.com con cui seguo la Virtus Roma di basket e Sportreporter.it con cui partecipo a vari eventi come il campionato di Eccellenza di Rugby e la Longines Global Champions Tour di equitazione.

Rinoscimenti e pubblicazioni:

Dicembre 2011, pubblicazione di quattro foto nel libretto della versione DELUXE del CD+DVD dell’album ORA di Jovanotti.

Settembre 2014, Terzo Classificato con la foto CIRCOLO FUTURO alla seconda edizione del concorso fotografico ImagOrbetello, tema Contrasti. Presidente della Giuria Eolo Perfido.

Dicembre 2015, vincitore con la foto VERTIGINI, del Contest Internazionale METRO PHOTO CHALLENGE 2015, per l’edizione italiana. Giurato Italiano Gianluca Fiore.

Marzo 2016, Terzo Classificato con la foto VERSO IL CIELO Concorso Fotografico Clicca la Copertina, con tema la riproduzione della copertina del libro di Dario Fani “Ti seguirò fuori dall’acqua”. Presidente della Giuria Rino Bianchi.

Maggio 2016, Pubblicazione del libro MANUALE TECNICO DEL PORTIERE DI CALCIO di Alessandro Carta, edito HOEPLI, oltre alla copertina contiene circa 100 immagini scattate da me che illustrano le modalità di allenamento per i portieri di calcio.

Novembre 2016, Quinto Classificato con la foto PRIMA DELLA GARA alla seconda edizione del Premio Internazionale di Fotografia "Agnese Meotti", con tema “Uno scatto per lo Sport”. Curatore del premio Angelo Lanza.

Elisabetta Nottola

Fotografia

 

Invisibili: Ivan e Bobo
 
Questo progetto nasce da un lavoro svolto durante il laboratorio fotografico ispirato a “Le città invisibili” di Italo Calvino. Ho voluto interpretare la mia visione di città invisibile raccontando un quartiere/rione non troppo conosciuto seguendo le orme di un invisibile che vi abita: Ivan lo slavo e il suo cane Bobolino.
L’INVISIBILE
Ivan è uno slavo di 63 anni che vive per strada da quando ne aveva 30. E ‘ partito dal suo paese per scelta, senza soldi, senza meta solo con la voglia di conoscere il mondo. Ha viaggiato in tutta europa, vivendo di espedienti, dormendo sulle panchine, nei parchi, nelle stazioni. Ama i cani, ne ha sempre avuto uno o più d’uno nel suo peregrinare. Otto anni fa ha avuto un ictus e da quel momento la sua vita è cambiata. Ha dovuto fare i conti con la disabilità, difficoltà di deambulazione, di parola, ma essendo un personaggio molto forte ha saputo rimettersi in piedi. Bobolino è il suo cane da dieci anni, un meticcio nero di media taglia, intelligentissimo dal quale non si separa mai. Ha rifiutato di farsi ricoverare in ospedale per non lasciare il cane più volte. Lo conosco e lo aiuto da circa tre/quattro anni. E’ stato derubato più volte dagli zingari, gli hanno portato via perfino la roulotte. Ora vive in un camper dove spesso vado a trovarlo, gli porto la spesa, l’aranciata, le sigarette oppure semplicemente per fare quattro chiacchiere. Spesso in estate non riesce a camminare e non può andare al lavoro (come lo chiama lui) ovvero a chiedere l’elemosina a via Marmorata. Sono preoccupata per lui perché ogni anno deambula peggio e temo che un giorno non potrà più essere autosufficiente. Come molti nelle sue stesse condizioni non ha la residenza e per questa ragione non può avere un’assistenza sanitaria, un sussidio, una pensione di invalidità.  E’ un personaggio di grande dignità, spiritoso, la sua è una vita che nasce da una scelta, da un desiderio di fuga e di libertà che il suo paese e la sua famiglia non gli potevano offrire. Oggi la vita gli ha presentato il conto ma come mi ripete spesso farfugliando “net problem. Bobolino mio amico, tu mia amica, se io muore tu pensa Bobolino”
 
Bio  Elisabetta

 

Elisabetta Nottola, nasco a Mantova nel 1961 e dopo diversi trasferimenti in Italia la mia famiglia d’origine si stabilisce a Roma negli anni 70.
Da sempre lavoro nel mondo della comunicazione/advertising per una grande azienda italiana e ho sempre avuto una grande passione per le arti visive.
Eredito l’amore per la fotografia da mio padre ma inizio a frequentare corsi e ad acquisire “consapevolezza” dal 2013. Amo in particolare la fotografia di reportage e la street e ritengo che la curiosità e l’uso sapiente della luce siano gli strumenti indispensabili per costruire un racconto.
Ho esposto in altre mostre fotografiche collettive.
 

Flavia Carbonetti

Fotografia

 

Solo colore
 

Lasciami, oh lasciami immergere l anima nei colori;

lasciami ingoiare il tramonto e bere l’arcobaleno

(Khalil Gibran)

 

 

“Solo colore” è un progetto che vuole esaltare i dettagli e la bellezza della natura ,sperimentando il colore anche nella sua forma più astratta. Perché? Perché il colore è vita, è movimento, è armonia, è vibrazione ed è sorprendente in tutte le sue sfumature per le emozioni che suscita.  Nel colore la fantasia spazia nell’infinita possibilità delle forme e dei significati. Nel colore ci identifichiamo,  si identificano i nostri sentimenti, i nostri giorni, i nostri momenti  felici e tristi, le nostre paure e le nostre gioie.  Il colore accompagna tutti le nostre giornate, le stagioni, gli anni, le epoche, le ere.  I colori, contenuti nella luce, rendono piacevole la nostra vita e la luce ci permette di seguire un cammino e di perseguire una meta. Per questo amo il colore, perché è vita.

 
Bio  Flavia

 

Il mio nome è Flavia Carbonetti, nata a Milano risiedo a Roma da molti anni.  La fotografia è per me una grande passione e rappresenta la libertà. Libertà di fissare in uno scatto la bellezza del creato, il suo mistero, la sua magia. Studio continuamente per cercare di migliorarmi in questo complesso ma affascinante linguaggio. Potere scrivere una poesia con un’immagine,  varcare la soglia della ragione e suscitare emozioni che parlino, attraverso l’anima,  all’anima dei miei simili, è per me una sfida che accolgo con gioia ogni volta che scatto una fotografia.  A voi l’ardua sentenza.

Flavia Cordoni

Fotografia

 

Respiro ancora
 
Questo è un racconto fotografico nato durante la quarantena trascorsa nella mia casa da sola…o forse non del tutto. Tra immagini di atmosfere sospese, memorie, presenze e assenze voglio ricordarmi che nonostante i dolori che prendono al cuore, gli scossoni che cambiano la vita, le mancanze che si possono sentire, le perdite che si possono subire, non rimaniamo soli e respiriamo ancora, siamo vivi.
 
Il progetto nasce dalla volontà e necessità di indagare il rapporto che c'è tra le mie emozioni e i miei pensieri con la realtà che mi ha circondato negli ultimi tempi, la mia casa. In un periodo di solitudine forzata, apparente immobilità e reclusione come quello
che si è attraversato durante la quarantena , ho ricominciato a vivere la casa dei miei genitori dove sono cresciuta .
Tornata in questa casa dopo un periodo fuori i sentimenti che ho provato sono stati molto contrastanti così durante la quarantena sono incrementati portandomi a un duplice rapporto di amore e odio con essa .La reclusione forzata ,la solitudine totale di alcuni momenti, i ricordi di mia madre e mio padre che non ci sono più e la sensazione sempre più forte di averli vicino ancor di più rispetto a quando erano in vita quasi a poterli vedere, mi hanno spinto in questa ricerca.
Ho cominciato ad indagare il passato attraverso i segni del presente, ho guardato e cercato tra i ricordi, ho vissuto questa casa con l'intento di crearne di nuovi riuscendo a conservare quelli passati e anche dolorosi. 
Scattando ho cercato di creare una conciliazione tra il passato e il presente. Ciò che viviamo è ciò che siamo ma allo stesso tempo ciò che siamo è come decidiamo di vivere. E se sapremo decidere di vivere bisogna essere consapevoli che tante cose faranno parte di noi e niente verrà cancellato finchè esistiamo.
 
"Se saprai ricordarmi, sarò sempre con te" 
Isabel Allende

 

Bio  Flavia
 
Sono nata a Sofia in Bulgaria ma sono italiana di adozione, vivo a Roma mi sono diplomata in studi classici e frequento la triennale di scenografia all’ Accademia di Belle Arti. La passione per la fotografia nasce insieme a me, da sempre durante i miei viaggi porto una macchina fotografica; grazie agli studi accademici ho frequentato vari corsi e workshops inerenti alla fotografia che hanno acceso ancor più l’entusiasmo per questo genere di arte. Mi piace fotografare ritratti, natura e architettura. Espongo le mie fotografie da circa 5 anni durante varie manifestazioni artistiche e in gallerie della città. Nel 2018 espongo per la prima volta all’ estero ad Arles durante il festival Voies Off in una collettiva a cura della Tevere Art Gallery. Al momento collaboro con l'associazione Fotos Art Group e sto per laurearmi.

Francesca Bolla

Fotografia

 

Memorie di Tilcara – 2017
 

Questo fotoreportage è nato con l’idea di riportare un piccolo frammento di quel che è Tilcara; una deviazione della provincia di San Salvador de Jujuy in Argentina. Un luogo senza tempo, dove la cultura non è stata contaminata dalle sovra-strutture occidentali, rimasta ancora integra nelle sue usanze e costumi.  Il paesaggio tipicamente brullo di questa zona viene racchiuso da spettacolari e imponenti montagne colorate di Purmamarca (simili a quelle più conosciute in Perù); la strada da percorrere, da Jujuy verso Tilcara, dista circa 85 km di paesaggi in continuo mutamento e ricca di animali più disparati. L’altitudine di questa cittadina è di 2.465 m ed è solito mangiare foglie di coca per sopperire il mal di montagna o ancora più gettonata, il mate de coca, ossia una tisana naturale a base di foglie di coca.

Un paesaggio che si discosta da quello di Tilcara sono le “Salinas Grandes”, dista 67 km, e ci si ritrova totalmente catapultati in un altro, lunare scenario. Non esiste la concezione di spazio, tutto è troppo esteso, soprattutto per un occhio abituato alla città ed alle sue ristrettezze vitali. Cielo e terra si fondono, creando un unico paesaggio, capace di farti sentire reale in un mondo di apparenze. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, questo luogo racchiude perfettamente questa citazione. 

 
Bio  Francesca
 

Mi chiamo Francesca, ho 26 anni, studio fotografia da autodidatta da 9
anni. È stato uno strumento di comunicazione con il mondo, nato in un
momento di necessità. Quest’arte mi ha regalato la possibilità di
esprimermi, di capirmi e auto analizzarmi , ma mai da sola, sempre con la
mia amica macchinetta alla mano. Le fotografie sono state per me,
inizialmente, come un diario, ognuna conteneva all’interno un sentimento
o sensazione che faceva parte di quel momento o periodo. Vedendo
tradotta quell’emozione in colori, le confuse parole cessavano, di fronte
all’evidenza stampata. Ho sofferto di depressione e il mio corpo iniziò a
parlare per me tramite malattie cutanee. Il mio corpo e le mie fotografie
sono state uno scudo, in quel periodo di annullamento. Da necessità a
passione, mi ha letteralmente cambiato la vita, la conoscenza di quest’arte.
Sono felice di aver preso tra le mani quella Canon 400D, averla conosciuta
e studiata. Ad oggi la mia passione è orientata nella spiegazione dei
cambiamenti sociali, dei piccoli frammenti di vita che possiamo cogliere
attraverso questo speciale strumento, prenderli per riportarli vivere, mi
affido alla convinzione che la buona informazione sia un’arma vincente,
sempre. Dopo un’attenta analisi di me stessa, ora l’analisi vorrei farla a ciò

che mi circonda.

Giorgio Busignani

Fotografia

 

Matera 2019
 
Matera è una delle città più antiche al mondo e quest’anno è stata proclamata Capitale Europea della Cultura. La Città dei Sassi è luogo deputato per eccellenza ad essere fotografato, ed ha attratto grandi maestri quali, Henry Cartier-Bresson, Mario Cresci e Franco Pinna.
La sfida è stata trovare un linguaggio che racconti altre sfumature, altre storie nidificate nei dettagli e negli scorci all’apparenza non degni di nota.
Ho cercato quindi di concentrarmi su visioni del paesaggio quasi marginali, ma dense di fascino e di energia mediterranea. Dopo di che li ho associati alla comunità non umana di Matera: gatti, rondini, corvi e falchi grillai, padroni assoluti dei Sassi nei lunghi decenni dell’abbandono.
Un intreccio tra cosmo e microcosmo per omaggiare la lunga storia di Matera e del suo popolo alato, che ha scelto i Sassi quale luogo dove riprodursi e oggi con il recupero delle abitazioni (scelta certamente giusta) rischia un considerevole ridimensionamento.
 
Bio  Giorgio
 
Sessantadue anni. Interpreta prevalentemente gli ambienti naturali e il territorio, ma nella sua ricerca rientrano anche altri percorsi fotografici. Diversi i progetti esposti: nel 2014 “Dell’acqua e dell’aria” allo Spello Photo Fest e “Visione marine” a Roma al Convergenze Expo 2018. Nel 2019 il progetto “ALI” è stato esposto a Rimini ed a Roma al Convergenze Expo 2019. Sempre nel 2019 l’Ospedale Morgagni di Forlì ha ospitato la personale “Giocando con la luce” e arricchito con foto naturalistiche, gli ambienti della Casa di Riposo Valloni di Rimini. Ha illustrato libri per bambini e realizzato calendari per associazioni e banche, partecipato a diverse mostre collettive e numerosi sono stati i riconoscimenti e i premi a concorsi nazionali ed internazionali.

 

Girolamo Mingione

Fotografia

 

Leaves of Magnolia
 

Le foglie di magnolia sono le versatili modelle che si affacciano sul palcoscenico nero illuminato da una luce laterale. In queste immagini in B/N ho voluto evidenziare Forma e Lucentezza, che le foglie non perdono anche quando sono appassite, in contrapposizione allo sfondo e agli oggetti che fungono da comparse. Eleganti, sinuose, a volte evanescenti, a tratti ironiche, mantengono in ogni immagine la loro regale dimensione.

 

Bio  Girolamo
 
Nel 2000 mi sono avvicinato alla fotografia digitale, che ha stimolato il mio percorso creativo per la costruzione di immagini “non reali”, dandomi la possibilità di imparare a controllare molti parametri dell’immagine che sono, per me, indispensabili per i risultati che volevo ottenere. Non è mai venuta a mancare, comunque, la volontà di seguire il percorso del “reale” e nel tempo ho trovato nuove motivazioni e nuovi interessi per poter dare un senso al mio modo di fotografare. Nel corso degli anni ho seguito vari filoni della fotografia, dalla Street Photography al Pesaggio; mi capita anche di scattare foto di Architettura, ma solo per estrapolare texture o per ricavare soggetti che configurano una foto “minimalista”. Ho trovato, invece, molto appassionante lo Still Life (in particolare fotografo foglie, fiori, infiorescenze e altri oggetti). La volontà di lavorare sul “significato” di quello che fotografo e rielaboro è il tentativo di caratterizzate le mie fotografie di una “cifra stilistica”. Tuttavia, il mio lavoro è regolato da una passione profonda per l’immagine e per la fotografia, che rimane, comunque, un hobby.

Ida Di Pasquale

Fotografia

 

N a t u r a e
 

La natura affascina da sempre; in essa ritroviamo la serenità e la pace, ci meravigliamo davanti ad essa, ne siamo parte.

Siamo spesso talmente assorbiti dalla nostra vita quotidiana che per concedere  a mente e corpo di rigenerare la nostra anima abbiamo la necessità del contatto con madre Natura che in assoluto è cio’ che piu’ ci aiuta a ritrovare il nostro equilibrio interiore.

Ho voluto rappresentarla con il genere che piu’ amo: il mosso. Per non dare una connotazione specifica, ma affidare ancora una volta all’emotività che mi trasmette il contatto con essa, la mia particolare visione. Per farne il mio “giardino dell’anima”.

Le foto sono state realizzate nel Parco Nazionale d’Abruzzo, presso la Val Fondillo. La tecnica è quella dell’ICM, Intentional Camera Movement.

 

Bio  Ida
 

Fotografa nell’animo da sempre, mi piace lavorare in particolare sulle emozioni e sugli stati d’animo. Prediligo rappresentarli con il mosso e lo sfocato perché trovo che le emozioni sono un corrente fluire e non sempre riescono ad emergere in modo definito e costante.

Il mio approccio allo scatto è quindi prettamente emotivo piu’ che razionale.

Le persone sono il mio soggetto preferito, raccontare storie di vita e rapire gli sguardi. La natura poi… mi sorprende sempre!

Amo le foto e gli autori che a prescindere dalla tecnica riescono a Trasmettere.

Presente in alcuni gruppi fotografici ho collaborato a realizzare varie iniziative.

Nello specifico:

 

  • da tre anni collaboro con l’Associazione FAG sia per la realizzazione dell’evento sulle arti visive “Convergenze Expo (COEX)“ oggi alla terza edizione che per l’organizzazione di mostre fotografiche;
  • partecipazione nel 2019, ad Arles Voies off - Les rencontres de la photographie all’interno di una mostra fotografica organizzata dalla Tevere Art Gallery;
  • attualmente frequento il corso “Sliding eyes” sullo storytelling gestito dai fotografi Stefano Mirabella e Fabio Moscatelli; 
  • partecipazione alla mostra realizzata all’interno della prima edizione del Festival della Fotografia “Todimmagina” nel 2019;
  • partecipazione, con alcuni miei scatti,  al Pontremoli Foto Festival nel

           2018;

  • partecipazione con una mia foto alla mostra [Re]Fusioni "Un click di parole” dello scrittore Andrea Magno nell’ambito della Settimana Mozartiana di Chieti nel 2016, mostra riproposta anche al Carta Carbone Festival di Treviso nel 2017;
  • diverse mie foto sono state utilizzate in Laboratori Esperienziali sull’Autostima organizzati dal Consultorio “Centro La famiglia” di Roma;
  • diverse partecipazioni effettuate agli eventi espositivi “Il cadavere squisito” ed “Il Mostro” organizzati alla Tevere Art Gallery di Roma.
  • presente a mostre organizzate dall’Associazione romana Fotos Art Group, ad esposizioni del gruppo fotografico Binario 21 ed a mostre relative al progetto “Il nostro abruzzo insolito”.
  • gratificata da alcune premiazioni e segnalazioni in concorsi fotografici

           nazionali.

 

https://www.instagram.com/idadipa/

www.flickr.com/photos/captura65

https://m.facebook.com/IdaDipaPhoto

Luciana Trappolino

Fotografia

 

L'oro nero di Taranto
 
L'oro di Taranto non è l'acciaio dell'ex Ilva.
La città pugliese è ricca di tesori naturalistici da scoprire e valorizzare. I pescatori della città vecchia vivono in empatia con il loro mare: il mare è la loro casa, e lì crescono e producono il mitilo più conosciuto al mondo: la cozza.
Ogni gesto, ogni sforzo, ogni attività è segnata dal desiderio di migliorare la sua produzione che per Taranto rappresenta un'attività produttiva tradizionale, che affonda le sue radici nella storia.
 

 

Bio  Luciana
 
Nata ad Orvieto il 15 Febbraio 1964.
Laureata in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma (Italia).
Attualmente vivo a Lecce, dove svolgo l’attività lavorativa presso un’azienda pubblica.
Sin da bambina ho coltivato la passione per la fotografia..
Divento fotografa per vocazione e vivo perennemente con la mia Reflex da oltre trent'anni.
Ho partecipato a diverse mostre, tra cui alcune promosse dal FIOF (Fondo Internazionale per la Fotografia) nell’ambito del R-Evolution Photo Festival; ho vinto diversi concorsi ricevendo più volte Menzioni d’ Onore, tra cui quelle del FIOF International Photographer Awards edizione 2017, 2018 e 2019; finalista al Miami Street Photography Festival 2018, vincitrice con il 1° premio al concorso promosso da Amnesty International Italia 2019 e vincitrice con il 1° premio al FIIPA-FIOF 2019 per la Categoria “People”.
Alcune mie foto sono state pubblicate su importanti magazine fotografici: tra questi il National Geographic, l’ Annuario FIAF, Photo Professional.
La mia fotografia è un resoconto di viaggio, una testimonianza etnica di usi e costumi di altri popoli, che in parte, con la contaminazione del mondo occidentale, si stanno perdendo..
Amo molto concentrarmi sul ritratto, soprattutto quello spontaneo, che nasce dagli incontri casuali con le persone, cercando di catturarne la bellezza, le emozioni, al di là della semplice apparenza.
 

Luigi Feriozzi

Pittura

 

HEY lettrea H
 
STUDIO SUL SIGNIFICATO E DEL PERCHE DELLA LETTERA EBRAICA  HEY/HE……..
 
 
HEY/HE: Questa lettera indica la nascita di un’idea nel mondo fisico,la sua entrata nel campo tridimensionale. Lettera dell’auto-espressione,della volontà di rivelare e rivelarsi,  del comunicare, del fare partecipe. Nella consapevolezza umana vi è la forza che ci spinge a nascere e rinascere.
“Hey” è un grido di pena, quello della nascita fisica. E’ il dolore dell’anima, che è una goccia di infinito, quando, alla nascita, si accorge di essere scesa nelle ristrettezze di un corpo. E ’anche il dolore del distacco dal grembo materno per entrare nel mondo dell’oggettività e della indipendenza. Quindi  è, anche, rinascita spirituale, della consapevolezza morale,della religio comune.
“Hey” rappresenta il numero 5 ed è connesso alle dita della mano:             sinistra rappresenta la forza del giudizio, della severità;                                   destra rappresenta amore e compassione.
“Hey” è anche il numero dei livelli nei quali si può esprimere l’anima: anima animale, anima libera, anima superiore, anima cosmica, anima divina.
 

 

Bio  Luigi
 
LUIGI MARIA FERIOZZI
Nato a Teramo nel 1944. Studi Classici – Università la Cattolica di Milano: Facoltà di Lettere e Filosofia.                                                                                    Dopo 30 di lavoro a Milano rientra in Abruzzo a Villa Penna di Bellante dove vive e dipinge. A Teramo all’età di 14 anni vince il 3° Premio  della Mostra del Tempietto,varie Mostre collettive ed estemporanee, partecipazioni a manifestazioni nazionali. A Milano Galleria Verri 3, Galleria Vinciana, Collettiva “Amici dei Navigli”. Partecipazione al Premio Sarzana ed altri…..                              Corriere della Sera ’74: “…. Artista molto apprezzato per la sua sensibilità e per la ricerca del colore,che interpreta la luce in  modo intenso  e personale….”                  Estratto di testo critico del 2001:”……e ancora, la convulsione della gestualità, segno dell’inquietudine che ci sovrasta, convive con la precisione del dettaglio, con un segno che rappresenta al meglio l’epoca postmoderna, con un colorismo primario ed intenso……..”
Partecipa a molte Mostre Colletive in Italia ed a l’Estero. Premio Terna varie edizioni, Micro2, Micro-book a Miano, Gamen Napoli, Galleria Vista a Roma, Rochester Contemporary Art Center NewYork, Fineart america, Pinterest.com/luigiferiozzi, Miami art Miami………………….
Ripattoni in Arte per 15 edizioni dal 2004 al 2019
Attualmente  Direttore Artistico dell’Associazione Artistica  Culturale BELLANTARTE.
 
www.saatchiart.com/luigimariaferiozzi - pinterest.it/luigiferiozzi

 

Mara Celani

Fotografia

 

Ostia Lido
 
Una domenica di tempo incerto, vai all’aeroporto ad accompagnare qualcuno e poi ti avanza un buon pezzo di mattinata. Cammini su una spiaggia deserta, con poco vento.
Il cielo è bianco, non si distinguono nuvole o sole. È uno sfondo neutro come un foglio di carta. La patina del tempo si somma al clima invernale. Le architetture balneari resistono all’aggressione della salsedine, in attesa di un’estate cittadina. La lunga passerella si protende ancora nel mare corrosa dalla salsedine di questi ottanta e più anni. Il tempo è sospeso, tra l’attesa e il ricordo.
 
 
Bio  Mara
 
● Nata a Roma 1959
● Architetto dal 1985
● Fotografa free lance
● Vivo e lavoro a Roma
 

 

Maria Cingari

Fotografia

 

Evanescence
 
Il progetto si prefigge il fine di esaltare  la bellezza del  corpo femminile, sospeso tra fisicità e spirito.  In fase di scatto al fine di dare evanescenza all'immagine ho scelto di apporre dinnanzi all'obbiettivo elementi che alterassero parzialmente il soggetto ritratto al fine di renderlo etereo, ed affine al modo in cui percepisco la bellezza corporea.
 
 
Bio  Maria
 
Sono nata in Sicilia a Taormina (ME), negli anni ‘90  mi trasferisco a Roma, dove conseguo la laurea in Giurisprudenza, città dove attualmente vivo e lavoro esercitando la libera professione di avvocato. La fotografia mi ha sempre affascinato e incuriosito,  circa cinque anni fa ho ricevuto una reflex in regalo, è lo stimolo che mi porta a decidere che era arrivato il  momento giusto per incomincare a fotografare con maggiore  consapevolezza. Mi iscrivo a corsi di fotografia, studio con attenzione gli autori che più mi interessano, seguo mostre fotografiche e pittoriche, non perdo l’occassione per partecipare a incontri con grandi maestri della fotografia come Letizia Battaglia, Ferdinando Scianna, Franco Fontana, Giovanni Gastel, Nikos Economopoulos, Sebastiao Salgado  traendone sempre un grande insegnamento prima umano e dopo fotografico .
Da subito intuisco che la fotografia all’interno di uno studio con le luci artificiali dove hai la possibilità di progammare e costruire lo scatto non mi appassiona, così scelgo di fotografare in strada, dove tutto può accadere, sfruttando la luce naturale o presente sulla scena. La fotografia di strada è stata per me un ottimo esercizio formativo  mi ha insegnato come approcciare con le persone, come gestire la luce, come anticipare la scena senza mai alterarla,  adottando sempre questo principio, nella fotografia di strada e nei reportage che ho realizzato nel corso degli anni, come il “30 express”  “Il Divino di Capocotta” “Un viaggio a Km 0”.
I miei lavori fotografici sono stati pubblicati in diversi magazine on-line e cartacei  (Cities, Eye Shot Magazine,  Eye Photo Magazine, Photographic Mercadillo, Click Magazine).
Ho esposto le mie foto in diverse mostre tenutesi in Italia:  Roma, Pomezia, Milano e Firenze .    
 

 

Maria Grazia Margiotta

Fotografia

 

Verso di me
 
Strumenti finalizzati a guardare fuori di noi, in questo progetto vengono posti rivolti verso l'interlocutore offrendo in alcuni casi un riflesso di se stesso o del suo pensiero.
 
Bio  Maria Grazia
 
Margiotta Maria Grazia nata a Lecce nel 1963, vive a Rovigo da più di 30 anni.
Infermiera di professione, fotografa amatoriale autodidatta, si è approcciata alla fotografia in modo casuale circa nove anni fa, osservando e cogliendo le emozioni che venivano trasmesse attraverso gli scatti altrui dapprima sui social, in seguito attraverso il confronto con altri autori.
Da alcuni anni segue il Laboratorio di Fotografia presso l’Associazione Culturale Barbujani di Rovigo, promosso per far conoscere i linguaggi artistici.
Ha frequentato il Corso Storico Pratico di Fotografia Lifestyle Photography presso l’ARCI di Rovigo e Corsi di Fotografia presso studi fotografici.
E’ stata fra i partecipanti alla Mostra Triennale della Fotografia Italiana nel 2017 con le opere “Caos d’Amore” e “Mai Uguali”. Ha partecipato, inoltre, a mostre e concorsi fotografici classificandosi fra primi posti.
Fotografando ama cogliere l’attimo, i particolari, le emozioni all’interno di contesti ordinari.
 

 

 

Mauro Legumi

Fotografia

 

 
Garbatella
Un omaggio al suo centenario
 
 
Il progetto nasce da un lavoro effettuato durante lo scorso anno scolastico con la mia classe dell' Istituto di Istruzione Superiore Statale Cine-tv Roberto Rossellini
 
Bio  Mauro
 
Nasco a Roma il 07/07/1954
Appena finito il liceo nel 1972 inizio a fotografare e .. praticamente non ho mai smesso.
Mi piacciono i ritratti, le foto naturalistiche, insomma un po' tutto

Paolo De Chellis

Fotografia

 

Le acque di Stifone
 

C’era una volta…

 

Tra le anse del fiume Nera, che scorre nei pressi di Narni in provincia di Terni, un piccolo paesino abitato da una quarantina di persone.

 

Stifone, un piccolo borgo con una grande abbondanza di acqua sia di fiume che sorgiva e che nei tempi antichi serviva ai romani per costruire e varare barche o preparare zattere cariche di legname da inviare verso Roma, che le utilizzava per costruire navi.

 

Come in tutte le favole si cela anche qui un piccolo segreto, non tutti sanno che le caratteristiche geologiche della zona sono molto particolari. Le sue acque brillano e si colorano di molte tonalità grazie ad un fenomeno naturale legato al CO2, che uscendo dai fondali si scioglie nell’acqua. Il risultato è uno spettacolo di colori, a partire dal fondamentale blu cobalto che lascia tutti in ammirazione.

 
Bio  Paolo
 
Da sempre ho avuto attorno a me qualcosa che parlava di arte, un nonno che riproduceva capolavori di pittori famosi, anche se era uno stuccatore (mestiere che forse in molti non sanno più cos’è).
Mio padre lavorava come specializzato nelle riprese del cinema, così come i fratelli (i fantastici periodi in cui Cinecittà faceva tante produzioni). La fotografia è da sempre la mia passione. Dopo un lungo periodo di stasi totale, ho ripreso a fotografare con rinnovata passione e divertimento.
Penso di essere un fotografo istintivo… scatto su tutto quello che mi piace e mi dà sensazioni, e spero sempre di suscitare le stesse sensazioni in chi guarda i miei lavori.
 

Pietro Sacchini

Fotografia

 

Red Passion
 
Avevo appena 4 anni, quando mi iscrissi a danza … lo feci poiché ero una bambina molto allegra, che non riusciva mai a stare ferma … cominciò tutto per gioco, dopo di che qualcosa dentro me è cambiato. Giorno dopo giorno, quando tornavo a casa dalle lezioni, mi sentivo più libera e leggera. Ho imparato che la danza non è solo un’arte, è gioia, dolore, libera espressione, amore puro … amore, perché senza di esso è difficile riuscire a sopportare lo sforzo e i sacrifici necessari.
La danza è di tutti, ma non per tutti e se oggi mi chiedessero perché ballo? La risposta sarebbe una sola … Sono innamorata della Danza!
(Arianna)
 

La danza è arte, è la forma d'arte più perfetta libera e intensa che ci sia, un corpo che è anima che si muove all'unisono con una musica che è un'altra magnifica forma d'arte, un corpo libero che si fa portare, guidare dalle note, fino a sentirle dentro di se, fino a lasciarsi guidare da queste, fino a essere il corpo stesso una musica, la musica, fino ad essere il corpo stesso l'arte... Non è sublime? La fotografia altra forma d’arte, che permette al corpo di disegnare danzando, figure immerse nel tempo e nello spazio, rappresentando lo slancio, la dedizione, l’abbandono, la fantasia, l’emozione, la sensualità …

 
Bio  Pietro
 
Pietro Sacchini nasce a Roma nel 1966, si diploma in telecomunicazioni nel 1984, i suoi ricordi da bambino sono sempre stati con una macchina fotografica in mano … praticamente è la memoria di parenti e amici. Artefice di questa passione fu suo padre che gli regalò una Polaroid. Ha frequentato corsi presso Officine Fotografiche e Sabatini School a Roma e svariati Workshop tematici. Gli piace cimentarsi nei diversi tipi di fotografia, ma i suoi preferiti sono: Ritratto, Paesaggio e progetti che mettano in relazione questi elementi, ricreare ambientazioni particolari, l’intimo dell’animo umano con le sue problematiche e le sue bellezze.
Ama la Fotografia perché gli da modo spesso di vedere le cose in maniera differente, di trovare la bellezza dove in apparenza non c’è, di trasmettere qualcosa all’osservatore e di emozionarsi quando rivede uno scatto.
Collabora tuttora come autore in alcune agenzie di vendita Immagini stock.
 
Mostre – Exhibitions
 
2018:  KromArt Gallery in occasione del RAW (RomaArtWeek) collettiva - A Nudo - 3 estratti dal progetto “Renaissance” curatrice Luisa Briganti
2019:  Villa Lysis (Capri) collettiva - Il bacio che non ti ho dato - 1 estratto dal progetto “Una Gabbia Senza Ricordi” curatrice Gina Affinito
2019:  ArtKeys (Agropoli-SA) finalista concorso internazionale - 3 estratti dal progetto “Una Gabbia Senza Ricordi”
2019:  Antica Saliera (Lecce) mini personale - progetto “Red Passion” curatrice Gina Affinito
2019:  Kromart Gallery (Roma) collettiva - "The Shadow" - 3 estratti del progetto "Ombre Danzanti" curatrice Luisa Briganti
2020:  CosArte (Roma) collettiva Artificium - 4 estratti dal progetto "Red Passion" curatrice Sim
 
 

Roberta Manzin

Fotografia

 

I tre pass
 
Il titolo testimonia la distanza tra me e la macchina fotografica. Un progetto intimo, in forma dialogica di autoritratto tra dentro-fuori, un portare/vedere fuori-proteggere, un'apertura-accettazione, una fantasia-realtà, un privato-pubblico. La finestra come simbolo, un vedere attraverso, una proiezione. L'autoritratto di spalle per rievocare la contemplazione interiore vs esteriore e viceversa. I luoghi sono quelli in cui mi riconosco. Il mio posto interiore che posso ascoltare, decidendone il vettore di condivisione.
 
Bio  Roberta
 
Roberta Manzin è nata e vive nel Delta del Po. Ama la fotografia da sempre, e a 18 anni fa il primo corso di fotografia di base. Negli ultimi anni approfondisce la sua passione atavica per la poesia dettata dalla luce, seguendo vari corsi e seguendone gli stimoli. Attratta e curiosa dell’impercettibile, sperimenta le varie tecniche di scatto fotografico, inseguendo ‘la bellezza’ dettata dall’emozione. Mette se stessa spesso come soggetto-oggetto, nella ricerca di qualcosa che sia ‘oltre’ ciò che appare.
Nel 2018 partecipa al corso annuale di Fototerapia e Fotografia Terapeutica con NETFO e LUCE GRIGIA, iniziando a mettere assieme la sua formazione in Psicologia e Psicoterapia assieme alla Fotografia, approfondendo il linguaggio ‘interiore’ attraverso l’immagine. I Progetti sull’autoritratto ne sono una diretta conseguenza.
Riconoscimenti:
Nel 2016, per il concorso FIOF, ha ricevuto una menzione d’onore per la foto in bianco e nero intitolata ‘Walking’
nel 2017, per il concorso FIOF di Orvieto ‘It’s Time’, è stata scelta per esporre il progetto ‘Il Sé Onirico’;
nel 2019 ha avuto il riconoscimento del primo premio nella categoria Conceptual al concorso della FIOF dal titolo ‘Passato Presente Futuro’
Esposizioni:
nel 2016 ha esposto in un locale del centro storico di Ferrara (luoghi e persone della città e Valli di Comacchio)
nel 2017 ha esposto a PaviaArt, con ‘I’m here’
nel 2018 ha esposto a Brindisi in una mostra collettiva  ‘Note di Donne’
nel 2018 e nel 2019 ha esposto a Roma ad una collettiva organizzata da Fag-Convergenze
nel 2018 ha esposto ad Assisi il Progetto sulle nuvole e autoritratto
nel 2019 ha esposto diversi progetti all’interno del Festival LaSublimeBellezza a Rosolina Mare (Ro)
nel 2019 prima mostra personale a Rovigo Fotografia
 

Sandro Lombardo

Fotografia

 

Movimenti dell'animo
 
Nella più antica basilica papale d’occidente - San Giovanni in Laterano - sono entrato molte volte e molte volte ho visto incursioni di luce disegnare le pieghe delle vesti scolpite nel marmo.
Movimenti dell’anima nasce dalla mia volontà di raccontare che la pietra è viva. E’ viva perché è stata plasmata dall’uomo. La pietra dunque parla. Se ci si predispone all’ascolto è in grado di sussurrare, di urlare. Queste mani, questi volti, questi corpi provenienti dal passato ci appaiono e ci arricchiscono di incanti possibili.
 
Bio  Sandro
 
Anni 54. Scatto dagli anni ottanta. All’inizio non avevo idea di chi fosse Cartier Bresson né avevo mai letto di fotografia. Solo negli ultimi anni studio di più e riprendo immagini in maniera più cosciente e meditata. Sono nato e vissuto per molti anni a Torino. Negli ultimi anni a Roma. Ho due Nikon ed alcune ottiche. Il mio mestiere è Medico Veterinario. Credo nella fotografia anche come forma d’arte. La mia ambizione continuare a trarre piacere dall'atto di fotografare.
 

Sara Taffoni

Pittura

 

México 2019
 
México 2019 è un progetto che nasce da personali suggestioni di viaggio. Un percorso di tre mesi, iniziato a Roma sul finire di gennaio 2019, alla scoperta di alcuni luoghi del Messico, delle sue tradizioni e peculiarità culturali, religiose ed artistiche. Dal dinamismo della Capitale alla magia coloniale dello stato di Guanajuato, con un focus sulla colorata cittadina di San Miguel de Allende e sulla città fantasma di Mineral de Pozos; fino alla meravigliosa imponenza naturale dello stato di San Louis Potosí (municipalità di Xilitla e Tamasopo) e della Huasteca Potosina. 
 
Bio  Sara
 

Ho sempre amato osservare i dettagli, scovare oggetti, scoprire realtà, (ri)costruire storie e interrogarle. Da qui la mia passione per l'arte: mi sono laureata in Studi storico-artistici alla triennale e ho proseguito la mia formazione conseguendo una laurea magistrale in Storia dell’arte contemporanea e un corso in Ufficio stampa.

Mi diletto a scrivere e a dipingere.  

Diverse esperienze formative e professionali.

Cosa ho capito?

Credo nella comunicazione e nelle contaminazioni culturali e soprattutto nella creazione di sinergie per la promozione e valorizzazione delle risorse territoriali. 

Simona Pesce

Fotografia

 

Il fascino dei cento
 
In questi scatti, prodotti in Birmania nel Novembre 2019, è racchiuso un profondo amore, un amore per la vita e le persone, ogni immagine mette in luce l’essenza stessa del soggetto, mostrando una connessione con l’autore che va oltre la macchina fotografica, attimi di vita che diventano arte e lo fanno senza rendersene conto.
 
Bio  Simona
Simona Pesce nasce a Roma il 5 agosto 1968, fin da giovanissima mostra una spiccata propensione all’arte in ogni suo genere e all’età di 22 anni si iscrive al suo primo corso di fotografia, questa passione, rimasta poi latente per anni seppur mai abbandonata riemerge 4 anni fa quando si riavvicina alla macchina fotografica iniziando nuovi corsi e diventando presto molto apprezzata nel settore, tra i vari riconoscimenti che ha collezionato troviamo anche la realizzazione di scatti per la campagna pubblicitaria della S. Louis e il primo posto al Concorso il Bajocco
 

Stefania Pascucci

Fotografia

 

Madre
 

Un gomitolo di cotone sul pavimento.

Le rose benedette di Santa Rita.

Le tue scarpe da ballo che entrano a fatica…

La poesia delle piccole cose…

 

Frammenti un po’ sbiaditi di ricordi

Il tempo con il suo ritmo variabile, colora e scolora, toglie e dà, scava solchi nella pelle.

 
Bio  Stefania
 

 

Sono nata a Roma, dove vivo da sempre. Sono un’insegnante di Lettere, con la passione per la fotografia e il teatro.

Diversi anni fa, ho cominciato a fotografare da autodidatta, prima con una fotocamera analogica e poi con una digitale.

Dopo una ampia parentesi, ho ripreso a dedicarmi alla fotografia ed ho studiato presso Officine Fotografiche. Sto ancora cercando di ampliare la mia cultura fotografica, attraverso workshop e laboratori. In particolare ho seguito un percorso della durata di un anno, dal titolo “Sliding eyes”, condotto da Fabio Moscatelli e Stefano Mirabella.

Sono coinvolta in diverse realtà associative fotografiche romane e sono iscritta alla FIAF.

Ho preso parte a svariate esposizioni, tra cui quella del collettivo “Binario 21”,

ad alcune edizioni del “Cadavere squisito” e del “Mostro”, presso la TAG di Luciano Corvaglia.

Nel luglio 2019 ho preso parte al Festival “Voies off” ad Arles e al Festival della Fotografia di Todi, organizzato da Marcello Mencarini e Luciano Corvaglia.

Faccio parte dello staff del progetto “Convergenze”, ideato da Monica Bisin, Presidente di Arti Visive Fag.

Amo molti generici fotografici, dal ritratto all’autoritratto, dalla fotografia concettuale alla paesaggistica.

Della fotografia, posso dire di amarla e di esserne affascinata; mi fare stare bene…

Fotografare è cogliere l’attimo, è fermare il tempo, è osservare e guardare un po’ anche dentro me stessa. 

Stefano Montinaro

Fotografia

 

Temporary Places
 
Temporary Places è un’indagine sul provvisorio.
Case, ambienti, prospetti, muri. Traslochi, riutilizzazioni, ristrutturazioni.
Luoghi sottratti alla loro funzione originale, trasformati nel loro utilizzo, o consegnati all’abbandono. Il loro futuro, prossimo o remoto, è imprevedibile, difficile indovinarne nuove direzioni. La loro percezione è condannata ad essere frammentaria, legata ad una precarietà di senso impossibile da ricondurre a strutture logiche. Anche le loro forme si modificano, si aggiungono o sottraggono moduli, la vecchia estetica si piega a nuove necessità.
Questi spazi sono abitati e percorsi, utilizzati e ricondotti a nuove funzioni quotidiane o occasionali, vissuti nella loro instabilità di senso. Sono visti, guardati. Si creano nuove connessioni. Si entra inevitabilmente in relazione con essi.
L’interesse nel fotografare questi luoghi ha per me molteplici radici. Si tratta di cristallizzare l’istante del cambiamento, da ciò che è stato, o avrebbe dovuto essere, a ciò che non può essere, se non transitoriamente; si tratta anche di evidenziare un conflitto fra la percezione immediata di uno sguardo concreto, fisiologico, e la consapevolezza di una stratificazione di senso troppo complessa per essere raccontata. Progettare una mappatura del temporaneo,
per me, aggiunge un nuovo elemento ad una questione già profondamente in campo, riguardante la concreta impossibilità di riprodurre una realtà attraverso un racconto lineare del suo senso. E’ l’indagine visiva, forse, attraverso la sua congenita frammentarietà, a poter restituire il senso mancante.
Le immagini sono scattate in anni diversi e in luoghi diversi del mondo. Un itinerario senza uno specifico ordine geografico o cronologico. E’ importante sottolineare la dimensione del viaggio per questo lavoro, dal momento che, personalmente, è proprio in questa dimensione che percepisco un aumento del senso di spaesamento e provvisorietà nel confronto con la realtà del mio sguardo, utile ad avvicinarmi al cuore del progetto stesso.
 
Bio  Stefano
 

 

Fotografo, grafico, web designer, soundmaker.
Da sempre interessato alla sperimentazione sulla commistione dei linguaggi, dopo una lunga attività professionale nel settore della comunicazione pubblicitaria, intraprende un percorso personale alla ricerca di uno sguardo decentrato,
orientato verso l’attenzione periferica all’eventualità del dettaglio nell’istante esatto in cui si compie.
L’oggetto d’indagine dei suoi lavori fotografici emerge progressivamente, è rintracciabile nello scarto tra l’avvenimento e la sua percezione.
Fra le sue produzioni, un’attenzione particolare è rivolta a forme di racconto visivo non lineare, che trovano la loro espressione naturale nel formato libro.
Numerose le sue esperienze di lavoro visuale e sonoro, spesso in tempo reale, in collaborazione con realtà affermate
della ricerca teatrale e performativa.
 

www.stefanomontinaro.it